Disseminare contenuti online senza aver formulato una precisa digital strategy è come andare a caccia con le cartucce a salve: spendi soldi e tempo, fai un gran rumore, e alla fine non ottieni nulla.

Per ottenere il massimo dalle proprie azioni online quando si parla di business è essenziale far riferimento costante ad una pianificazione precisa e razionale.

Per semplificare suddivideremo la creazione di una digital strategy in fasi e task da completare.

L’analisi è fondamentale

Uno degli errori più comuni quando si pianifica una strategia di comunicazione online è quello di credere di saper già cosa dire e soprattutto come dirlo.

Come in ogni decisione di business, per ottimizzare una digital strategy occorre non innamorarsi troppo delle proprie idee e gettare uno sguardo quanto più oggettivo su mercato, target e competitor.

Un buon punto di partenza può essere una S.W.O.T. analysis declinata in termini di comunicazione, sulla quale stabilire uno scenario di partenza e fissare obiettivi e KPI (Key Performance Indicator, indicatore chiave di prestazione).

Step successivo, e assolutamente necessario, è l’analisi dei competitor e della loro strategia online: a chi si rivolgono?

Con che tono di voce? Che numeri raggiungono? Quali parole chiave hanno scelto?

Queste sono alcune delle domande da porsi nell’affrontare un serio benchmarking con competitor (ma non necessariamente concorrenti diretti).

Vi è però una domanda cruciale, più importante di tutte queste: in cosa io mi distinguo da loro?

Il vantaggio differenziale rispetto ai competitor è la cosa che deve trasparire da ogni nostra comunicazione online, e 9 volte su 10 non riguarda il prodotto o il prezzo (a meno che non si riesca a vendere Rolex originali al prezzo di uno Swatch), ma ruota intorno al “come” offro un servizio o un prodotto.

Magari con formule innovative, o offrendo un customer care da 10 e lode, questo dipende da noi.

Sebbene questo articolo sia strutturato come una sorta di checklist consequenziale, è bene sottolineare che alcuni passaggi sono sincroni e fanno parte dello stesso processo: la definizione del target di riferimento, ad esempio, prende vita man mano che si svolge l’analisi.

Così un primo identikit del nostro cliente ideale prende forma con la S.W.O.T. e si affina man mano che ci addentriamo nell’analisi dei competitor.

Ogni passaggio però può assumere le sembianze dell’Alessandro Borghese del digital marketing: può confermare o ribaltare il risultato.

Definisci e posiziona!

Un brand comunicato alla cieca molto probabilmente farà la fine del messaggio nella bottiglia affidato alle onde da un naufrago.

Comunicare senza aver ben presente chi siamo e soprattutto cosa vogliamo è uno spreco di inchiostro, byte e soprattutto tempo.

Se abbiamo lavorato bene in fase analitica possiamo dare un volto e un pubblico alla nostra creatura, ma ancora più importante, una posizione da cui proporre il suo messaggio.

La posizione, banalizzando, è il “luogo mentale” in cui i nostri clienti devono archiviare il nostro brand.

Faccio un esempio: se dico “macchina veloce rossa”? Lo vedete anche voi il cavallino rampante, vero?

Trovata una posizione (meglio se poco affollata, “di nicchia” ndr), si definisce il messaggio principale che fa fede ai nostri obiettivi di business, ma occorre poi vestirlo nel modo più appropriato.

Ed ecco che si sceglie un “Tone of Voice” coerente ed accattivante per il nostro target, e si imbastisce un canovaccio di Storytelling, in cui i personaggi sono ben definiti per ruolo e caratteristiche.

Pianifica, misura, ripeti

Una volta ben chiaro il quadro, gli obiettivi e i KPI si passa a stilare il piano vero e proprio.

Si definisce un piano editoriale, una veste grafica, i canali più adatti, il budget per le sponsorizzate e si parte.

Amiamo il digitale perché è un oggetto molto più facile da monitorare della realtà.

Mentre non si può misurare con certezza il ROI (Ritorno di investimento) di una campagna “a stampa”, si possono contare, e soprattutto prevedere con una certa precisione, i singoli centesimi di ritorno di investimento da ogni singola azione online.

Il monitoraggio “real time” ci rende in grado di aggiustare il tiro per massimizzare l’efficacia di ogni azione di marketing, e portarla al massimo della resa. A/B test, monitoraggio dei trends e delle keyword, monitoraggio dell’offerta PPC sono potenti strumenti al servizio del nostro fatturato.

O lo fai tu, o ci pensiamo noi

Non siamo grandi amanti del fai-da-te, siamo fermamente convinti che ognuno debba spendere le sue energie nel proprio lavoro.

Ti starai chiedendo quale sia allora il senso di questa mini-guida alla digital strategy: conoscere queste piccole pillole di digital marketing non farà di te un professionista del settore, ma ti aiuterà certo ad orientarti tra il complicato intreccio di causa ed effetto che viene messo in moto con la pianificazione di una strategia digitale performante.

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