In che modo può crescere la mia startup grazie al Growth Hacking?

Partiamo dalla definizione di Growth Hacking, che sembra essersi guadagnato un posto di spicco nei discorsi dei vari guru di marketing online.

Chi ha aperto un libro di inglese almeno una volta può facilmente tradurre il termine come “hackeraggio per la crescita” (ebbene sì, la traduzione di “hacking” potrebbe essere “pirateria”, ma nel nostro caso è meglio italianizzare un termine inglese ormai noto).

Ma in cosa consiste questo hackeraggio?

Diamo una definizione più significativa:

Il Growth Hacking è una sorta di banco di prova veloce per sviluppare prodotti e trovare i canali di marketing più efficaci nel minor tempo possibile.

In breve, è un processo di sperimentazione rapida che accelera la crescita di un business, particolarmente utile nel caso di startup, ma non solo.

In cosa consiste

La domanda che chiunque intenda aggredire un mercato, specialmente se è un nuovo mercato o se si è neofiti in quel campo, è: “qual è il modo migliore per vendere?”

Da quando l’uomo ha iniziato a porsi sistematicamente domande sull’universo ha sviluppato un metodo scientifico per dare risposte a tali domande, ed il nostro caso strizza l’occhio a questo metodo.

Parola chiave: esperimenti.

Il Growth Hacking è una metodologia basata su esperimenti e sulla combinazione di elementi.

Essendo la misurabilità una caratteristica imprescindibile di ogni esperimento che si rispetti, quale strumento migliore per sperimentare del digitale?

Le caratteristiche principali di questi esperimenti sono: la rapidità (i risultati devono essere leggibili nell’ordine di settimane, non mesi), la scalabilità (se dei dati sono buoni per 1X devono essere buoni anche per 1000X), adattabilità (un esperimento deve poter essere modificato in corsa in tempi brevi).

Se per certi versi è paragonabile al digital marketing “tradizionale”, queste caratteristiche appena elencate, soprattutto la rapidità del processo, distinguono il Growth Hacking e lo rendono un potente strumento soprattutto per le startup con un budget limitato per il marketing.

Il budget nel Growth Hacking, infatti, è ottimizzato per ottenere il massimo anche da piccoli investimenti. La strategia è quella di stanziare piccole somme per più esperimenti, per poi potenziare quello i cui dati ne evidenziano la miglior efficacia.

Cosa fare per crescere in fretta

Partendo dalla definizione data fin qui di questa tecnica, possiamo semplificare facendo qualche esempio di metodologie di growth hacking partendo dagli strumenti del digital marketing.

Mentre un brand ben posizionato ha le risorse e le conoscenze adatte ad investire in un piano di marketing a lungo termine, una startup deve necessariamente razionalizzare le proprie (limitate) risorse per crescere nel minor tempo possibile.

Per fare ciò, come abbiamo detto, si procede con rapidi esperimenti low-budget per trovare il filone aureo su cui piazzare il grosso dell’investimento.

Un esempio possono essere le sponsorizzate sui social: anziché lanciare campagne di lungo respiro occorre studiare un piano di micro-campagne correlate in una fitta trama di A/B test.

Leggendo i dati sul breve periodo si può definire quale strategia abbia “pagato” di più ed investire su quella.

Ma c’è da dire che questi dati non sono eterni, e mutano col mutare degli strumenti, delle abitudini degli utenti, dei nuovi player sul mercato. È quindi essenziale non adagiarsi sul risultato ottenuto ma

impostare nuovi schemi di esperimenti, per ogni canale di marketing, per essere assolutamente certi di prendere decisioni data-driven sempre al passo con l’evoluzione del mercato.

Esistono inoltre strategie “a costo zero” (o quasi) come la costruzione di contenuti virali che amplifichino l’esposizione di un prodotto grazie alle condivisioni degli utenti.

Per il resto, gli strumenti sono quelli del digital (SEO, SEM, Mail marketing) ma declinati secondo i processi propri del Growth Hacking.

Qualche strumento per fare Growth Hacking

Premettendo che in base alla tipologia di business strumenti e pratiche di Growth Hacking posson variare sensibilmente, eccone alcuni per task specifici della strategia di crescita.

  • Optimizely: Strumento per A/B Test;
  • AdRoll: piattaforma per il retargeting
  • Google Analytics: Come poteva mancare da questa list ail re degli strumenti analitici per il proprio sito web
  • Google Search Console: Particolarmente utile per ottimizzare real-time le keyword in ottica SEO
  • Trakio: Un altro strumento per analizzare il comportamente degli utenti su un sioto web.

Cresci!

No, non è l’esortazione di una fidanzata esasperata o di una mamma apprensiva. “Cresci!” è un dictat imposto dal business odierno.

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