Ogni settore ha le sue caratteristiche intrinseche, ed il settore dell’abbigliamento non fa eccezione.

Perché allora seguire strategie di marketing specifiche quando esistono tecniche già testate, perfezionate su misura per il settore della moda?

La prima distinzione ovviamente va fatta tra il marketing di brand (di un produttore di capi di abbigliamento) e il marketing di un reseller (commercio al dettaglio).

In questo articolo ci rivolgiamo principalmente alla seconda categoria.

Esistono poi differenze interne a seconda del target di riferimento, come nel caso di brand giovanili, o all’opposto abbigliamento per i non più giovanissimi.

Le differenze non sono però certo soltanto anagrafiche o di genere, basti pensare alle diverse “capacità” di portafoglio delle diverse tipologie di clienti, e quindi marchi di lusso o outlet low-cost.

Tutti questi fattori contribuisco alla pianificazione di una strategia di marketing unica, valida per alcuni business e completamente inefficace (se non deleteria) per altri.

Le analisi di base

Alcune analisi preliminari sono comuni praticamente a tutti i tipi di business, in tutti i settori.

Che si abbia un negozio fisico, online, o entrambi; che si lavori monomarca o si trattino più firme, alcune procedure risultano essenziali in tutti i casi.

SWOT

Una SWOT analysis preliminare è imprescindibile per prendere decisioni Market Driven.

La SWOT analysis è un’analisi fondata su 4 elementi: 2 interni e 2 esterni. Grazie ad essa si è in grado di focalizzare le aree di intervento critiche per il business, ed evitare grossolani errori di valutazione.

Gli elementi interni (all’azienda) sono Strengths e Weaknesses, Punti di Forza e Debolezze; sono utili ad esaltare i vantaggi competitivi e differenziali consentendo al contempo di porre rimedio alle criticità.

Gli elementi esterni sono Opportunities e Threats, Opportunità e Minacce; Sono le occasioni di crescita offerte dal mercato o da un particolare incentivo, e di rovescio le situazioni potenzialmente pericolose per il business, come ad esempio competitor o crisi di settore.

Una volta chiarito questo quadro si potranno prendere decisioni obiettive e razionali.

Competitor

Un’accurata analisi dei competitor consente di effettuare un benchmarking sulle migliori pratiche di marketing e schivare pallottole già prese da altri.

Si può in questo modo, ad esempio, analizzare la loro audience, facendoci un’idea più precisa del target, o dei target, a cui vogliamo rivolgerci.

Possiamo inoltro trovare falle nella loro comunicazione e quindi i corridoi giusti per “aggredire” la loro fetta di mercato.

Analizzare le Keywords dei competitor dà inoltre un’idea sul posizionamento degli stessi e sulla competitività online per quella particolare parola chiave.

Target

Come abbiamo già accennato, uno degli elementi fondamentali da tenere sempre a mente in ogni azione di marketing è il target (o i target).

Occorre costruire uno o più identikit dei nostri clienti tipo: età, sesso, ceto sociale, gusti, interessi, lavoro, livello di istruzione.

Questo consente di confezionare una comunicazione su misura, che punti dritto al “pain” della nostra audience.

Posizionati!

Non ci stancheremo mai di sottolineare l’importanza del posizionamento del brand nel business.

Alla luce di tutte le analisi sin qui svolte

dovremo costruire una brand identity ben definita e soprattutto quanto più “differente” possibile dai competitor.

Abbiamo visto quali sono i nostri punti di forza, le nostre debolezze, abbiamo fatto le pulci ai competitor per capire come comunicano ai loro clienti, abbiamo infine definito il target di riferimento.

Ora è il momento di esprimere tutto ciò che abbiamo imparato “disegnando” il nostro brand in termini di valori, linguaggi, estetica.

Questo sarà il nucleo principale di ogni messaggio che affidiamo alla rete, e non solo.

Canali e contenuti

Arriviamo ora alla nostra specialità: strumenti e strategie di digital marketing.

Di seguito elenchiamo alcune soluzioni per aumentare visibilità e vendite, valide sia per l’e-commerce che per i negozi fisici.

Il sito

Il sito web, e-commerce o meno, è nella maggior parte dei casi la casa-base a cui rinviare (e misurare) le azioni online dei nostri clienti.

Per questo motivo deve essere performante, soprattutto in termini di conversioni (nel caso dei business offline una conversione può essere una telefonata, una mail o una visita al negozio).

I due capisaldi intorno ai quali costruire la propria “casa” web sono la User Experience e l’ottimizzazione SEO. La prima renderà gradevole il Customer Journey aumentando le possibilità di conversione, la seconda ci aiuterà a generare traffico organico sulle keywords critiche per il nostro business.

Nel caso di un punto vendita fisico è essenziale integrare la strategia di ottimizzazione con quella che viene definita Local SEO, ovvero una strategia di posizionamento che tiene conto della geolocalizzazione di negozio e clienti.

Infine, soprattutto nel caso di vendita diretta online, è essenziale studiare una strategia SEM (Search Engine Marketing) in grado di assicurare un flusso di traffico qualificato verso delle Landing Pages costruite ad hoc.

I Social

È molto facile sprecare risorse sui social se non se ne conoscono bene i meccanismi.

Nel settore della moda ad esempio, il re dei social è Instagram, con TikTok che rapidamente emerge nelle fasce d’età più giovani.

Queste differenze qualitative dei social indirizzano il budget destinato all’advertising verso i canali popolati dal nostro target, e non verso altri.

Anche al di fuori delle Ads, la strategia social di reseller di abbigliamento non può e non deve far a meno di un content marketing “scientifico”, studiato per attirare l’attenzione della propria audience ed incanalarla nel Sales Funnel.

Influencer

Sebbene sia una modalità di marketing principalmente usata dai produttori, non è raro che alcuni reseller online investano in Influencer per arrivare ai propri clienti.

È un’azione di marketing spesso molto costosa, ma consente, se frutto di attenta analisi, di arrivare ad un target molto preciso e soprattutto fortemente interessato ai prodotti ed all’acquisto.

Monitora le tendenze

Nel settore della moda i trends variano velocemente, e spesso in maniera imprevedibile.

Alcuni strumenti come Google Trends possono aiutare a tenere traccia di questi mutamenti, quantificando l’andamento dell’intento di ricerca degli utenti per un determinato prodotto e fornendo query associate con le relative tendenze.

In questo modo sarà possibile intercettare traffico organico, magari scrivendo un articolo di blog sull’accessorio di tendenza e proporne l’acquisto direttamente sul nostro sito.

Questa tecnica offre il grande vantaggio di generare traffico a costi relativamente bassi, con buone possibilità di fidelizzare gli utenti grazie a contenuti di qualità.

Serve aiuto?

Ti abbiamo illustrato qualche tecnica di digital marketing che si può inserire in una più ampia strategia, ma possiamo fare molto di più per te.

Affrontare queste sfide senza la necessaria preparazione non è proprio uno scherzo, noi possiamo aiutarti a formulare la tua strategia di digital marketing per il settore dell’abbigliamento.