Mesi fa ti sei finalmente affidato ad un’agenzia pubblicitaria ma ancora non hai capito se stai spendendo bene i tuoi soldi?

Nel mondo del marketing esiste un metodo che può esserti d’aiuto: si chiama ROAS.

Con la sigla ROAS (Return On Advertising Spend) si intende il calcolo del ritorno sulla spesa pubblicitaria.

In poche parole, il ROAS misura le entrate che un’azienda registra per ogni euro speso in pubblicità.

La formula del ROAS è Rendimento / Spese pubblicitarie complessive * 100.

Esempio pratico: 3 mesi fa hai lanciato una campagna AdWords per aumentare le vendite del tuo prodotto/servizio.

L’operazione ti è costata: € 5000 in click + € 3000 per pagare l’agenzia pubblicitaria che ti segue.

Quindi, negli ultimi 3 mesi hai speso in pubblicità € 8.000.

Nel frattempo, hai guadagnato € 40.000 dalla vendita del tuo prodotto/servizio.

Applicando la formula all’esempio 40.000 / 8.000 * 100, il tuo ROAS è di € 5 per ogni euro speso, quindi il 5%.

Buono, no?

Vuol dire che tu e la tua agenzia state lavorando bene!

Altro esempio: Luisa e il suo sito e-commerce per la vendita online di giocattoli artigianali in legno.

Per promuovere il suo sito e ottenere più traffico Luisa decide di fare delle campagne AdWords (Google Ads) grazie alle quali ottiene rapidamente traffico.

Le sue campagne raggiungono ora un fatturato totale di € 10.000 ogni mese e Google Ads le costa circa € 2.500 al mese.

Applicando la formula al caso di Luisa:

10.000 / 2.500 = 4%

Ossia per ogni euro speso nella sua campagna Luisa ha guadagnato circa € 4.

Mica male!

La regola generale per il ROAS

Esiste una regola generale che ti permette di capire se il tuo ROAS è positivo o meno.

  • Quando è inferiore a 3 la tua strategia di marketing non sta andando nel verso giusto e probabilmente stai perdendo soldi.
  • Con un ROAS attorno al 4 il tuo marketing ti sta fruttando.
  • Se il tuo ROAS è di 5 o superiore i tuoi soldi sono spesi bene in pubblicità.

In sostanza, se una tua campagna (su Google, su Facebook, su Instagram ecc.) produce almeno € 3 per ogni euro che investi, stai andando bene.

Ricorda: la soglia minima corretta per la redditività varia da azienda ad azienda, ma questa regola è un buon punto di partenza.

ROI e ROAS, quali sono le differenze?

A prima vista, il linguaggio del marketing online può sembrare una selva ingarbugliata di sigle e nomi difficili.

In realtà, si tratta di concetti semplici, come nel caso della differenza fra il ROI e il ROAS, due indicatori che gli inserzionisti tendono a confondere poiché si influenzano a vicenda in modo significativo.

Il ROI (Return on Investment) calcola il guadagno proveniente da una campagna di advertising in relazione al suo costo di investimento.

La formula è ROI = Utile/Costi laddove Utile = Ricavo – Costi.

In poche parole, il ROI misura una strategia aziendale, il ROAS valuta una tattica adoperata nella strategia.

Per il ROAS le campagne di advertising sono un costo necessario al business, mentre per il ROI tutto ciò che è marketing rientra in un investimento per la crescita dei profitti aziendali.

Quando si analizza il business di un’azienda per farlo cresce e perdurare nel tempo, un buon marketer ne calcola subito sia il ROI che il ROAS!

3 consigli per calcolare con esattezza il tuo ROAS

Ecco 3 pratici consigli per calcolare con esattezza il ROAS della tua azienda:

  1. Tieni sempre presenti i costi di partner / fornitore. Una contabilità accurata delle spese del personale pubblicitario interno come il salario ed altri costi correlati devono essere tabulati; altrimenti, il ROAS non spiegherà l’efficacia dei singoli sforzi di marketing, perdendo così la sua utilità.
  2. Evita soluzioni “self service” poco efficaci e molto dispendiose; affidati unicamente ai professionisti del marketing online capaci di seguire le tue campagne e consigliarti i canali più adatti per aumentare il tuo revenue.
  3. Mai sottovalutare le variabili!

Per ogni stagione pubblicitaria ci sono infatti due tipi di variabili che bisogna aggiungere al computo finale:

  • Spese di commissione di affiliazione, nonché le commissioni sulle transazioni di rete;
  • Clic e impressioni: costo medio per clic, numero totale di clic, costo medio per mille impressioni e numero di impressioni effettivamente acquistate.

Ho davvero bisogno di calcolare il mio ROAS?

Certo che sì!

Come succede spesso nel mondo del business, un prodotto/servizio può avere un periodo down in cui la pubblicità mirata rappresenta un’ancora di salvezza indispensabile. Ma per raggiungere una campagna di advertising capace di convertire gli utenti in acquirenti bisogna tenere conto di ogni dettaglio per evitare di spendere soldi a casaccio.

Fra i punti da non sottovalutare c’è il calcolo del ROAS, di fondamentale importanza per capire dove è necessario apportare modifiche nel momento in cui una campagna online non produce entrate.

Se sei arrivato alla fine dell’articolo, vuol dire che sei davvero intenzionato a far crescere la tua azienda e a dare un indirizzo preciso al budget che spendi ogni mese in pubblicità.

Se non sei soddisfatto dei risultati raggiunti, è inutile per te perdere altro tempo!

Affidati a professionisti competenti che possano seguire le tue campagne e consigliare i canali più adatti alle esigenze del tuo business.

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